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Solennità di Tutti i Santi

4 Nov 2018

Solennità di Tutti i Santi

«I santi non sono modellini perfetti, ma persone attraversate da Dio. Possiamo paragonarli alle vetrate delle chiese, che fanno entrare la luce in diverse tonalità di colore. I santi sono nostri fratelli e sorelle che hanno accolto la luce di Dio nel loro cuore e l’hanno trasmessa al mondo, ciascuno secondo la propria tonalità».

– Papa Francesco –

 

Papa Francesco durante la recita dell’Angelus

Per ricordare l’importanza della Solennità di Tutti i Santi e riflettere sul significato profondo che questa festa ha per il cristianesimo non ci sono parole migliori di quelle di Papa Francesco. Il Pontefice in occasione dell’Angelus dello scorso 1° novembre ha ricordato che cantare il “Santo” durante la Messa non solo significa pensare ai santi, ma essere uniti a loro più che mai e quindi lodare Dio. Inoltre, questa unione non riguarda solamente i santi più noti , ma anche i nostri familiari. Infatti, Papa Francesco afferma:

«Oggi allora è festa di famiglia. I santi sono vicini a noi, anzi sono i nostri fratelli e sorelle più veri. Ci capiscono, ci vogliono bene, sanno qual è il nostro vero bene, ci aiutano e ci attendono. Sono felici e ci vogliono felici con loro in paradiso».Per questo i Santi ci invitano sulla via della felicità, ovvero la via della Beatitudine, ci ricordano l’umiltà, la mitezza, la misericordia e la purezza e ci chiedono di vivere quotidianamente il Vangelo. «Non si tratta di fare cose straordinarie – ricorda Papa Francesco – ma di seguire ogni giorno questa via che ci porta in cielo, ci porta in famiglia, ci porta a casa. Oggi quindi intravediamo il nostro futuro e festeggiamo quello per cui siamo nati: siamo nati per non morire mai più, siamo nati per godere la felicità di Dio». La Solennità di Tutti i Santi è una festa importante per il cristianesimo perché  ci ricorda di non tendere ai beni terreni e alle ricchezze materiali, ma di aspirare al “Regno dei cieli” seguendo la via delle Beatitudini e vivendo quotidianamente la Parola di Dio.

Dopo l’Angelus il Pontefice saluta e ringrazia i partecipanti alla “Corsa dei Santi”, promossa dalla “Fondazione Missioni Don Bosco” per vivere in una dimensione di festa popolare la ricorrenza di Tutti i Santi. La corsa è giunta all’ undicesima edizione e quest’anno sostiene il “Progetto Ghana: la tratta dei minori”. In questo paese africano il traffico dei bambini è una realtà molto diffusa. L’associazione “Figli di Don Bosco” fin dal 1992 ha fondato una missione a Sunyani per tutelare i bambini e i ragazzi vittime della tratta. Nel 2014 i Salesiani hanno aperto ad Ashaiman il centro “Child Protection Centre” per offrire accoglienza alle bambine e ai bambini intercettati dalla polizia e sottratti al traffico e allo sfruttamento. Il centro salesiano è al tempo stesso rifugio, famiglia e scuola. La “Corsa dei Santi” ha lo scopo di ampliare il centro salesiano e offrire sia un percorso di accoglienza che di formazione professionale.

 

La “Corsa dei Santi” a Roma

 

La missione di san Giovanni Bosco continua ad aiutare i giovani. Egli ha parlato spesso dei suoi progetti e ne ha lasciato traccia nelle “Memorie dell’Oratorio”, che testimoniano e tramandano sia le sue idee che i suoi traguardi. «La sua statura di santo – ha scritto significativamente Giovanni Paolo II – lo colloca, con originalità, tra i grandi fondatori di Istituti religiosi nella Chiesa». Egli sottolinea « il santo realizza la sua personale santità mediante l’impegno educativo vissuto con zelo e cuore apostolico, e che sa proporre, al tempo stesso, la santità quale meta concreta della sua pedagogia». Proprio l’interscambio e la sinergia tra “educazione” e “santità” è l’aspetto caratteristico della sua figura.

 

San Giovanni Bosco

 

«Se vuoi farti buono, pratica queste tre cose e tutto andrà bene: allegria, studio, pietà. È questo il grande programma, il quale praticando, tu potrai vivere felice, e fare molto bene all’anima tua».

– don Bosco –