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Melodie e sorrisi per la Casa di riposo di Tolmezzo

5 Giu 2019

Melodie e sorrisi per la Casa di riposo di Tolmezzo

Le presentazioni a cura di Piutti e Zanin

Oggi, mercoledì 5 giugno la secondaria si é recata presso la Casa di riposo di Tolmezzo per portare un’ora di gioia e allegria agli anziani. La prof.ssa Sulligoi come d’incanto ha trasformato i nostri alunni in una melodiosa orchestra: nessuna bacchetta magica ma solamente tante ore di prove e di studio.

L’esibizione

Dopo l’esibizione musicale alcuni ragazzi di prima e di terza hanno raccontato delle barzellette in marilenghe coinvolgendo e divertendo il pubblico che carolosamente ha applaudito.

Raccontiamo una barzelletta

Dopo lo spettacolo e le sincere risate il Preside don Eros ha dato il suo saluto agli ospiti della Casa di riposo e ha chiesto una preghiera per i nostri ragazzi, i quali hanno sempre molto piacere di ricordare e salutare i nonni di Tolmezzo.

Un saluto speciale

Un doveroso ringraziamento alla prof.ssa Sulligoi che con maestria, pazienza e professionalità ha reso possibile tutto questo!

Mio nonno (tema di Diego Gaspari)

In questo tema vi descriverò mio nonno con cui ho vissuto un’infanzia spettacolare: insieme abbiamo visitato quasi tutti i paesi della Carnia.

Ha 70 anni, ma è carico di energie, come un bambino. Ha i capelli grigi, le labbra sottili, gli occhi marroni come il tronco di un abete. É di statura media, è snello, ma un po’ di pancia ce l’ha. Non è un intellettuale: infatti mi ha raccontato che ha fatto solo le elementari, a 14 anni ha cominciato a lavorare come panettiere e ha recuperato la terza media al servizio militare: lì ha preso anche la patente. Ha un carattere simile al mio: è un tipo solare, è socievole, creativo, ma è una testa dura e diventa burbero se gli fai perdere la pazienza. Il suo hobby (non si direbbe da parte di un uomo) è il ricamo: spesso ricama fiori, dalle varie forme e dimensioni.

Ci siamo spesso cacciati in grossi guai o avventure spericolate, spesso non ce la siamo passata liscia. Come quella volta d’ inverno in cui, dopo una passeggiata pomeridiana, siamo giunti al rio di Valle-Rivalpo e, improvvisamente, ha cominciato a piovere a catinelle. Perlopiù non avevamo neanche un ombrello. L’ unica soluzione era quella di chiamare mio padre perché ci venisse a prendere. Siamo arrivati a casa fradici come stracci, ma, dopotutto, è stata un’avventura divertente!

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