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La terza secondaria già all’opera per l’esame di licenza.

26 Feb 2018

La terza secondaria già all’opera per l’esame di licenza.

La geografia nella scuola italiana è purtroppo spesso una materia dalla storia un po’ tormentata, una scienza particolare, a cavallo fra l’ambito umanistico e l’ambito scientifico, che ha visto negli anni un rifiuto da parte degli studenti ed una sorta di inadeguatezza degli stessi docenti, tanto da arrivare spesso a sacrificarne alcune ore curricolari per lasciare spazio ad altre attività. Proprio a partire da questa considerazione il docente di geografia di terza ha deciso di coinvolgere gli alunni in un percorso per loro del tutto nuovo, ma già dallo stesso sperimentato con buoni risultati in una terza di alcuni anni addietro.

L’insegnante ha pensato, per il secondo quadrimestre, di affrontare la geografia con un approccio laboratoriale che permetta ai ragazzi di mettere in atto quanto imparato negli ultimi tre anni scolastici (definizioni geografiche, orientamento sulle e con le carte geografiche, etc.). I ragazzi sono stati organizzati in gruppi scelti dall’insegnante in modo da renderli quanto più bilanciati possibile e cercando di fare in modo che ogni membro partecipi attivamente alle varie attività, costruendo ognuno una parte della lezione che ciascun gruppo si vedrà impegnato a presentare ai propri compagni di classe.

L’attività è stata pianificata secondo un calendario diviso in due bimestri, in ognuno dei quali sono state conteggiate alcune ore dedicate alla preparazione della lezione e un’ora per gruppo dedicata all’esposizione. La lezione che gli alunni si trovano impegnati a preparare prevede ampio spazio all’utilizzo delle tecnologie (tablet, pc e LIM), in maniera da abituare i ragazzi ad utilizzare in maniera calibrata il tradizionale manuale cartaceo, l’atlante, l’enciclopedia, assieme agli attuali supporti informatici. Lasciando per un attimo da parte il fatto che un approccio del genere sia perfettamente in linea con le indicazioni ministeriali, con il PTOF dell’istituto e anche con il famigerato RAV, in questo articolo vogliamo sottolinearne piuttosto l’apporto positivo offerto ai ragazzi quanto ad acquisizione di autonomia, ma anche all’abituarsi al lavoro in equipe.

L’insegnante crede fermamente che queste ore laboratoriali, oltre a rafforzare in modo positivo i rapporti tra gli alunni, li stimolerà a dare il meglio di sé e offrirà loro del tempo in più per preparasi adeguatamente all’esame orale già lavorando in classe.

 

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