Close
La passeggiata d’autunno raccontata dai nostri alunni

19 Ott 2016

La passeggiata d’autunno raccontata dai nostri alunni

Ecco alcuni ricordi della passeggiata d’autunno, edizione 2016, riportati dalla penna di alcuni alunni della nostra scuola secondaria.

LA MIA PRIMA CASTAGNATA AL DON BOSCO

A dire la verità, quel quattro ottobre mattina ero sotto pressione: si sarebbe svolta la castagnata. La mia prima gita alle medie!

“Quel giorno arrivai a scuola, come sempre, in corriera. Trovai nel cortile mio cugino Amedeo, anche lui ex allievo della scuola Don Bosco, ora in prima superiore. Ci fermammo a giocare a calcio, fino al suono della campanella. Poi, con i miei compagni, andai in classe. Dopo il Buongiorno partimmo e ci incamminammo verso Illegio. Il cammino fu principalmente in salita. Durò circa due ore, ma con i miei amici Jacopo e Kevin la passammo in un soffio. Intanto Michele D’Agostino, un ragazzo di terza media basso, biondo e occhialuto, raccoglieva piante appiccicose e le “appendeva” alle giacche di ognuno facendoli arrabbiare.

Una volta arrivati a Illegio vedemmo sulla nostra sinistra un immenso prato verde, mentre invece sulla destra un campo da calcio e una piccola casetta in legno, più vicino anche un piccolo tendone. Chiudevano questo paesaggio gli immensi boschi caldi che ci abbracciavano.

Dopo aver appoggiato lo zaino sulle panchine e aspettando che il sole sormontasse le montagne abbiamo organizzato un torneo di calcio-tennis, i cui partecipanti eravamo: io, Kevin, Jacopo e Alberto. Una volta che il sole ebbe illuminato i prati, il prof Della Pietra ci spiegò il gioco che dovevamo fare: Guerra Cinese. Ognuno era un animale (elefante, orso, pappagallo, virus) che apparteneva a una squadra. Io ero orso ed appartenevo alla squadra 1, guidata da Daniel Monai, un ragazzo di terza media, con la giacca militare. Dovevamo nascondere nel bosco una bandiera e controllare che non la rubassero, e viceversa. Una volta entrati nel bosco sentii un odorino autunnale, di bosco puro, e i canti degli uccellini e il fruscio delle foglie che cadevano. Nascondemmo la bandiera e ognuno di noi si dispose nelle rispettive postazioni. Infine non vinse nessuno. Tornati all’ “accampamento” mangiammo il pranzo al sacco e riprendemmo a fare nuovi giochi: giochi celtici. Corsa con i sacchi e trasporto del tronco in coppia. Una volta finito il tutto, invece di mangiare le castagne, mangiammo i “bagigi”, cioè le arachidi. Tornando verso la scuola e lasciando Illegio, con le sue foglie ruvide e l’erba bagnata, non riuscivo più a camminare, sia dalla stanchezza, sia dalla fiacca.”

Nicolò Ciani, classe prima secondaria

LA PASSEGGIATA D’AUTUNNO A ILLEGIO

“Il 4 ottobre scorso, per noi della secondaria Don Bosco, è stato un giorno di svago dalla quotidianità delle lezioni: tutti quanti abbiamo infatti preso parte con molto entusiasmo alla tradizionale Passeggiata d’autunno, i cui momenti centrali si sono svolti nei prati e nei boschi circostanti il campo sportivo di Illegio che abbiamo raggiunto a piedi accompagnati dalle nostre atletiche insegnanti.

Arrivati sul posto, abbiamo trovato ad aspettarci dei fantastici giochi preparati dai nostri professori che erano già lì per preparare il tutto. Dopo uno spuntino, siamo stati divisi in due squadre formate da componenti di ciascuna delle tre classi e ci siamo scatenati nel gioco de ‘La guerra degli animali’; l’entusiasmante partita si è conclusa in parità e, a mezzogiorno, ci siamo radunati accanto al chiosco del campo sportivo per goderci in compagnia i nostri pranzi al sacco.

Alla fine del pranzo ci sono stati spiegati i giochi previsti per il pomeriggio, una novità di quest’anno: delle prove, preparate dai nostri insegnanti, che si sono liberamente ispirati ai giochi tipici dei popoli celtici.

I giochi erano sei, due per ogni classe: il lancio del martello di Thor, e il rotolamento del tronco per i ragazzi di prima; la corsa dei sacchi e il trascinamento di un tronco dopo averlo assicurato con una corda, per i ragazzi di seconda;  il tiro alla fune e la resistenza con il peso in sospensione per i ragazzi di terza.

Terminati i nuovi divertentissimi giochi, verso le tre e mezza, ci siamo incamminati per far ritorno in istituto.

La giornata è stata faticosa, ma avvincente ed è stato fantastico poter provare a cimentarsi in nuovi tipi di giochi davvero stimolanti e coinvolgenti”

Vanessa Banelli e Gioia Michelli, classe seconda secondaria

LA MIA ULTIMA CASTAGNATA al Don Bosco

“Martedì 4 ottobre 2016, alle 8.10 circa, assieme alla mia classe e alle altre due della scuola media, ovviamente accompagnati da alcuni professori, siamo partiti dal Collegio Don Bosco di Tolmezzo per svolgere, come ogni anno, una gita chiamata “la Castagnata”. All’inizio abbiamo percorso un tratto di strada asfaltata, poi abbiamo imboccato un sentiero in mezzo al bosco per accorciare il percorso. Verso la fine del sentiero ci siamo fermati in una piccola cappella per pregare e mangiare la merenda. In seguito siamo ripartiti e in poco tempo abbiamo raggiunto il campo sportivo di Illegio dove gioca a calcio l’Illeggiana che quest’anno è stata promossa in seconda categoria nel campionato carnico assieme a Cercivento e Ravascletto.

Lì abbiamo sostato per trascorrere la giornata. Il prof. Della Pietra ci ha illustrato la giornata. Per il primo gioco, la “Guerra Cinese”, ci siamo divisi in due squadre miste e ognuno di noi aveva una tesserina dove c’era scritto il nome dell’animale con cui avrebbe partecipato al gioco. Ogni squadra doveva cercare di rubare la bandiera alla squadra avversaria ma a sua volta doveva difendere la base. Il gioco fu molto divertente, io e Francesco cercammo a tutti i costi di arrivare alla bandiera avversaria ma non ci riuscimmo e così la partita finì senza alcun vincitore. Dopo il fischio di fine gioco, erano quasi tutti arrivati al punto di ritrovo con i professori, mentre io, senza alcun compagno, mi trovavo ancora per i boschi fuori dal sentiero. A un certo punto mi ritrovai in un prato senza sapere che direzione prendere, poi pensai che prima di arrivare al campo non avevo visto prati, quindi dovevo essere completamente fuori strada e allora iniziai a scendere fino a quando sentii da lontano le voci dei miei amici. Cinque minuti dopo, mi ritrovai finalmente assieme a loro e mangiai ben due panini di seguito per riprendermi da tutte le avventure che mi erano accadute lungo il sentiero, cioè cadute, capriole… anche se per fortuna non mi ero fatto niente. Dopo pranzo, abbiamo svolto semplici giochi divisi in due squadre per classe. Gli alunni della classe prima dovevano spingere per alcuni metri un tronco, i ragazzi di seconda dovevano tirare un tronco con una corda per una certa distanza e lanciare il martello, mentre per noi di classe terza era previsto il tiro alla fune e una gara di resistenza con il sollevamento di un peso di legno.

Ma ormai ci aspettava il rientro. Così verso le tre del pomeriggio cominciammo a rientrare, assicurandoci di non aver lasciato niente in giro. Lungo il tragitto abbiamo riso e scherzato, io principalmente parlavo di calcio con Samuel, il nostro animatore, e con Lorenzo, un mio amico. Poi c’era Michele, un altro mio amico, che lanciava a tutti dei fiori appiccicosi sui capelli. In seguito arrivammo a scuola, facemmo alcune partite a calcetto e poi arrivò mio padre a prendermi e dovetti andare a casa.

Secondo me la gita a Illegio è stata bellissima ed è riuscita molto bene, per prima cosa per il bel cielo che ci ospitava, poi per i giochi, tra cui il primo, meraviglioso: a me, personalmente, piace molto andare in giro per i boschi. Invece i giochi lì al campo per me non sono stati altrettanto divertenti: l’anno scorso e l’anno prima ancora avevamo giocato a caccia al tesoro, divisi fra maschi e femmine e per classe e questo gioco mi era piaciuto di più perché si svolgeva in giro per i boschi. Tuttavia, visto che non abbiamo fatto lezione per tutto il giorno, ho apprezzato molto comunque. Quest’anno vorrei continuare a vivere giornate di questo tipo e mi piacerebbe ritornare a Illegio con i miei compagni anche il prossimo anno per divertirmi ancora assieme a loro, ma, in teoria, non potrò farlo perché sarò alle superiori. Sicuramente non mi dimenticherò mai di loro. Vorrei tanto poter trascorrere giornate così belle anche alle scuole superiori facendo gite semplici, ma allo stesso tempo fantastiche.”

Filippo Nodale, classe terza secondaria

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *