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Intervista immaginaria a don Abbondio

13 Mag 2019

Intervista immaginaria a don Abbondio

Kevin: Buongiorno. Per cortesia, mi dica il suo nome e il ruolo che svolge nei “Promessi sposi”.

Don Abbondio: Sono don Abbondio e sono il curato del paese dove si svolge la vicenda. Avrei dovuto celebrare il matrimonio di Renzo Tramaglino e Lucia Mondella.

Kevin: Cosa è successo la sera del 7 novembre 1628?

Don Abbondio: Mi trovavo vicino a Lecco e stavo camminando e pregando. Vidi da lontano due bravi, gli sgherri di don Rodrigo, che stavano aspettando qualcuno. Mi resi conto che stavano aspettando me e, dato che non sono nato con il cuore di leone, volevo tornare indietro. Ma dato che avevo paura che mi inseguissero, decisi di andargli incontro.

Kevin: Che cosa volevano questi due bravi?

Don Abbondio: Erano stati mandati da don Rodrigo, che non voleva che celebrassi il matrimonio tra Renzo e Lucia. Mi dissero questa frase: “Il matrimonio non s’ha da fare, né domani, né mai!

Kevin: E lei cosa rispose?

Don Abbondio: Dato che non sono un uomo coraggioso, ho dichiarato con voce tremante e balbettante, di essere disposto all’obbedienza.

Kevin: E cosa fece dopo questo incontro?

Don Abbondio: Dopo una notte agitatissima, decisi di rinviare il matrimonio assumendomi la colpa per non aver preparato in tempo tutti i documenti che servivano.

Kevin: Come reagì Renzo alle sue parole?

Don Abbondio: Quando Renzo venne da me per mettersi d’accordo sull’orario del matrimonio, gli dissi che dovevo sbrigare delle formalità e che il matrimonio doveva essere rinviato di una settimana. Ma lui capisce che c’è sotto qualcosa di strano. Poi però Perpetua gli disse che la colpa del rinvio del matrimonio non era mia, ma di un prepotente e quello si fece travolgere dall’ira.

Kevin: Ma alla fine…li ha sposati questi due giovani?

Don Abbondio: Sì, ma solo dopo la morte di don Rodrigo. Per essere sicuro di non avere più problemi con quel prepotente!

Kevin Zanella, classe III secondaria