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Come la pensiamo noi sulla pena di morte

8 Mag 2019

Come la pensiamo noi sulla pena di morte

Cesare Beccaria, il nonno materno di Alessandro Manzoni, fu un illustre pensatore illuminista italiano: fu il primo a teorizzare, nel 1764, nel celebre saggio “Dei delitti e delle pene” che la pena di morte era ingiusta e per di più inutile.

La pena di morte è una legge con la quale i giudici di uno stato decidono di condannare a morte una persona che ha commesso un reato. La pena di morte è stata abolita in gran parte degli stati del mondo, mentre in altri stati esiste, come ad esempio negli Stati Uniti d’America, in Asia e Africa. Questi stati sono a favore della pena di morte perchè secondo loro servirebbe a scoraggiare la criminalità.

Si è visto però che questo modo di agire non ha portato alla fine della criminalità e così molti pensano che sia inutile e che la prigione sia una punizione migliore, perchè credono nella possibilità di educare i condannati e di avere un pentimento. Anche io credo che non abbia senso la pena di morte, perchè una persona può sempre migliorare.

Martina Rossi, classe III secondaria

La pena di morte viene utilizzata oggi in 58 stati, tra cui alcuni stati degli USA, Egitto, Cina e India. In Italia è stata abolita nel 1889, ma reintrodotta col fascismo e infine vietata completamente nel 1947. La punizione per chi infrange la legge oggi è la prigione, che io approvo perchè la trovo giusta e poi fa riflettere il condannato sui gesti che ha compiuto. Inoltre penso che una pena capitale non risolverebbe tutti gli omicidi e gli atti violenti e/o illegali commessi da quella persona.

Jessica Piutti, classe III secondaria

Io credo che se un uomo uccide qualcuno, questo non dà diritto allo Stato di ucciderlo a sua volta, perchè allora anche lo Stato diventerebbe “criminale”.

Mi sembra più corretto lasciargli il diritto di vivere, seppure in carcere, perchè chi è lo Stato per decidere che fare della vita di un uomo?

Elisa Nimis, classe III secondaria

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