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Castagnata 2014: 40 anni dopo…

15 Ott 2014

Castagnata 2014: 40 anni dopo…

Mi sveglio e sono le sette e mezza: oh no, farò tardi al lavoro! Devo andare subito a lavarmi e a fare colazione. Bevo velocemente una tazza di latte e mangio due biscotti. Vado in bagno, mi lavo, mi pettino e mi vesto. Ecco, sono pronta. Mi metto le scarpe e … non trovo le chiavi di casa. Vado a cercarle nell’armadio dove tengo le mie borsette e penso a quella che ho usato ieri. In un angolo trovo un vecchio zainetto che non usavo più da tanto tempo. “Cosa c’è qui dentro?”, mi chiedo. Ci infilo la mano e sento un pezzo di carta. Lo prendo e vedo che è un foglietto azzurro stropicciato con su scritto “SERGENTE”: è la tessera della guerra cinese della castagnata di quando ero in seconda media! Me la ricordo bene: è stata una giornata indimenticabile!

Era la mattina del trenta settembre 2014, quando la mia classe e le altre due delle medie sono partite per il campo sportivo di Illegio. Eravamo felicissimi. Durante la strada, tutti raccontavano le proprie avventure agli amici e il tempo volava. Nell’ultimo tratto di strada ci siamo inoltrati in un sentiero e sembrava di essere in un film. C’era l’erba alta, ci arrivava addosso e dovevamo spostarla con le mani. Io e la mia migliore amica Viola eravamo tra gli ultimi ed è stato bellissimo quando siamo arrivati: c’era una folla di ragazzi contenti che correva verso il campo sportivo.

Il primo gioco che abbiamo fatto è stato la caccia la tesoro. I prof. ci avevano divisi in sei squadre: maschi e femmine a seconda della classe. Ci hanno dato il primo indizio e … via verso il bosco! Io e la mia squadra abbiamo letto il biglietto dove c’era scritto di andare verso un omino di pietra, l’abbiamo trovato e abbiamo proseguito fino all’ultimo indizio. Sebbene non fossimo arrivate prime, la gioia ci usciva da tutti i pori, perché è bello vincere, ma soprattutto collaborare.

Dopo la conclusione del gioco, abbiamo passato un po’ di tempo insieme. Io e le mie amiche ci siamo intrattenute con due giochi divertentissimi: la piramide umana e un altro gioco in cui bisognava essere almeno in otto. Quattro si mettevano con le teste vicine e le altre quattro saltavano sopra la schiena delle prime, ci strisciavano sopra e facevano la stessa cosa con la ragazza opposta, le afferravano le gambe, ci mettevano sotto la testa e giravano il corpo, in modo da cadere “a ponte”. Chi resisteva di più in quella posizione vinceva.

Verso l’una del pomeriggio abbiamo mangiato e chi finiva prima poteva godersi un po’ di tempo per continuare i passatempi in libertà. Verso l’una e mezza abbiamo fatto un altro gioco splendido: la guerra cinese. Ci siamo divise in due squadre, che erano la seconda contro la prima e la terza assieme, e ci siamo inoltrate nel bosco ciascuno con il proprio caposquadra. Noi avevamo la prof. Valentina Puppis, mentre i nostri avversari avevano la prof. Laura Vidoni. Abbiamo nascosto la bandiera sotto un insieme di rami e foglie secche e abbiamo delimitato l’area del luogo in cui si trovava con un nastro rosso e bianco. La nostra caposquadra ci ha dato i biglietti azzurri con su scritti i vari ruoli: difendere, attaccare, divieto di prendere la bandiera, ecc. Io ero un sergente che attaccava e poteva anche difendere. Quando sono andata in attacco ho catturato un avversario, siamo andati dal giudice, il prof. Paolo Sica, e purtroppo ho perso. Mentre stavo tornando nel bosco per prendere un nuovo bigliettino, hanno suonato i tre fischi, segnale che voleva dire che la partita era finita. Nessuno era riuscito a prendere la bandiera, perciò i prof. si sono messi a contare quanti soldati erano stati uccisi da ciascuna squadra ed è risultato che avevamo vinto noi con due soli biglietti di differenza. Infine ci siamo messi in posa per una foto e siamo ripartiti con un bellissimo ricordo che sarebbe rimasto impresso nel cuore per sempre.

Devo continuare a cercare! Dov’è la borsa che ho usato ieri? Eccola, l’ho trovata! Ma dove sono le chiavi? Uffa … sono già le otto! Guarda tu se dovevano infilarsi nell’angolino! Esco di casa, prendo la macchina, parto per andare al lavoro e telefono alla mia migliore amica Viola per raccontarle quello che mi è successo. Parliamo per qualche minuto ricordando quella giornata ed entro in ufficio con il bel pensiero che è stato capace di suscitarmi un semplice pezzetto di carta. La sera apro il portafoglio che mi ha regalato per il mio dodicesimo compleanno Viola e ripongo il cartellino in una tasca, perché quel biglietto rimarrà sempre importante per me.

Emilia Ghidina, classe II

 

Oh cavoli, sono le 7.45, la sveglia non ha suonato. Ora come faccio? Non voglio a quarant’anni finire in mezzo a una strada per un ritardo. Le chiavi della macchina dove le ho messe? Ah sì, in quel vecchio zainetto da montagna! Ecco la frase che mi ha fatto tornare indietro di venticinque anni. Come avete capito sono in ritardo (come al solito), ma stavolta più delle altre! Insomma, cercavo le chiavi quando… Ehi! Ma cos’è questo? Un bigliettino blu con scritto “MINA” … Oh sì, ora mi ricordo. Risale a più di venticinque anni fa … alla castagnata del 2014!

Ero in seconda media (cavolo quanto tempo è passato!). Mi ricordo che siamo partiti la mattina dopo le prove di canto e abbiamo camminato tantissimo, ma, quando siamo arrivati, ci siamo seduti sotto un albero e si stava benissimo. Mi ricordo persino i prof. che ci hanno accompagnato: la prof. Laura Vidoni, il prof. Nicola Scrignaro, la prof. Valentina Puppis, il prof. Denis Della Pietra, la prof. Annalisa Romanin e il carissimo prof. Paolo Sica. Se non ricordo male, fu proprio lui a insegnarci alcuni bellissimi giochi. Eran tutti dei bravissimi professori!

Abbiamo fatto anche due “grandi giochi” nel bosco: uno era la caccia al tesoro e l’altro la battaglia cinese. Ecco da dove viene il bigliettino: io ero una mina. Eravamo divisi in due squadre, la seconda contro la prima e la terza. Mi sono divertita tantissimo e se ripenso a tutti quei ragazzi mi chiedo dove siano ora. In quel giorno si sono abbandonate tutte le preoccupazioni e ci siamo divertiti seguendo lo spirito di Don Bosco. Alla fine ci è toccato tornare a casa, sempre ridendo e scherzando, ma con il pensiero che avremmo dovuto aspettare ancora un anno prima di rivivere quell’esperienza insieme ai propri compagni!

Mamma mia, mi sono persa. Cosa?! Le 8.30! E ora come faccio con la riunione …?!

GRAZIE PER AVERMI REGALATO UNA GIORNATA INDIMENTICABILE CHE METTERO’ NEL CUORE COME TANTE ALTRE VISSUTE INSIEME! GRAZIE!

Vittoria Tonon, classe II

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