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A quattrocchi con Stefania Conte La scrittrice incontra gli alunni del Don Bosco

25 Feb 2016

A quattrocchi con Stefania Conte La scrittrice incontra gli alunni del Don Bosco

WP_20160219_13_08_53_ProUn libro è solamente un oggetto, ma nel profondo può farti provare emozioni fortissime e fantastiche. Per fare ciò c’è bisogno di uno scrittore o una scrittrice che ami a tal punto il proprio mestiere che, anche dopo la centesima volta che rilegge un pezzo importante e commovente di un suo libro, riesce ad emozionarsi.

E’ successo presso la nostra scuola Don Bosco di Tolmezzo, venerdì 19 febbraio 2016, alla scrittrice veneziana Stefania Conte, niente meno che la moglie di Paolo Morganti, con il quale gestisce la casa editrice Morganti, da più di tre anni a Varmo. E’ venuta per incontrarci e parlarci del suo nuovo romanzo, “L’ultimo canto del codirosso”, che noi avevamo precedentemente letto in classe.

E’ una storia molto commovente, ambientata durante l’occupazione cosacca a Pesariis, un piccolo paese della Carnia, e che ha per protagonista Agnese Agostinis, una fanciulla dai lunghi capelli fulvi soprannominata Codirosso per la voce soave con cui incanta tutti quelli che l’ascoltano. Agnese è una bambina illuminata, una sorta di piccolo Cristo, perché è bella, intelligente, buona e, soprattutto, incapace di provare odio, persino nei confronti dei suoi aguzzini nel campo di concentramento di Dachau.

“Il mio non è un libro di storia, ma un romanzo che parla di vicende personali, per commuovere ed entrare nel cuore della gente”. Queste le parole della scrittrice, la quale ci svela che ha scritto Codirosso per dare sfogo alla sua rabbia verso tutte quelle persone che ancora oggi negano che durante la II Guerra Mondiale si siano compiute delle atrocità tanto gravi. E invece tali fatti, purtroppo, sono successi ed è per questo che bisogna coltivare il Ricordo, soprattutto quello delle azioni più terribili e crudeli che si sono verificate nel corso della storia. Perché se vogliamo assicurarci che queste azioni non si ripetano in futuro, non dobbiamo mai dimenticare di quali tremendi delitti possa essere capace l’essere umano.

Ringraziamo dunque la signora Conte per il grande insegnamento che ci ha dato e auguriamo una buona lettura a tutti coloro che dopo di noi leggeranno questo splendido romanzo!

Gli alunni della classe III

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